In stazione, per prendere il treno: ATTENDERE, PREGO.
si, perchè trenitalia ha sempre qualche ritarduccio “trenta minuti. trenitalia si scusa per il disagiuo.” (si, si, dice proprio disagiuo!!) Attendere, prego. 30 minuti.
In segreteria, per consegnare scartoffie che confermano la mia laurea: ATTENDERE, PREGO.
si, perchè mi alzo alle 7 per prendere il treno alle 8, che parte alle 8:30, arrivare a trento alle 9:30, essere in facoltà alle 10 (la segreteria apre alle 10) e trovare una marea di gente che già attende, prendo il numerino come al supermercato per comprare un etto di prosciutto, e il mio numerino è il 48 e stanno facendo il numero 13.. Attendere, prego. 2 ore.
In Università, a ricevimento dalla prof che segue la mia tesi: ATTENDERE, PREGO.
si, perchè sono a trento da stamattina, cribbio, e allora che faccio dall’1 alle 3? Un pò vado a zonzo, e poi mi infilo in università fuori dallo studio della prof, aspettando che esca dalla porta per accogliere noi, comuni mortali laureandi. “Prima ci sono gli studenti, poi i laureandi”. Studenti arrivati ben dopo di me. Sono in 5. Guardo in cagnesco la tipa che si è appena seduta vicino a me. A lei toccherà prima di me, anche se è arrivata dopo un’ora che sono quììììììì. (Intanto finisco di leggere “Signor Malaussène”, Dio salvi Pennac!) Insomma aspetto e aspetto, la sedia sembra che faccia parte del mio culo. Dalle 2 alle 4. Attendere, prego. 2 ore.
In stazione, per ritornare a casa: ATTENDERE, PREGO.
Questa volta mi va bene! Perdo il treno che ci mette mezzora e prendo quello dopo, che ci impiega 57 minuti, fermandosi in tutte le stazioni, anche a laives (ma che cazzo ci fa una stazione a laives!??!?!?!). Attendere, prego. 31 minuti.
potrei finire dicendo: andate in pace, che la gioia dell’attesa sia con voi!